UNA PASSIONE  CHE NON FINISCE MAI.

About

Gianluca Lorenzi:

Quando si dice che la vita inizia a cinquanta anni !

La mia storia fotografica parte da li, per anni ho fatto l'albergatore ma quando il lavoro me lo permetteva scappavo nei boschi o in cima alle vette.

Ogni momento era buono per andare nei boschi e con rispetto e delicatezza mi incamminavo, scrutando e ascoltando i suoi rumori.

La vita ogni tanto ti manda dei segnali e dopo ventotto anni di questa bellissima professione ho deciso di fare un cambiamento e cercare di trasformare una passione in un lavoro.

Sono pochi mesi che mi sono dedicato a tempo pieno alla professione di fotografo naturalista e quindi cominciare a vedere questa passione con un approccio professionale.

Ad ogni uscita non sai mai cosa potrai vedere o chi potrai incontrare e le sorprese non mancano... stare nella natura è ritrovare se stessi, ci si sente parte di un sistema che ti coinvolge e ti sorprende ogni giorno, ogni istante!

Il paesaggio non è mai uguale anche esplorando gli stessi posti, dietro l'albero c'è sempre qualcosa o qualcuno che ti osserva e quando si torna a casa ci si sente arricchiti , perché la natura ti fa sentire parte del sistema, cerca di accoglierti e renderti parte del tutto.

 

Gianluca Lorenzi, artista della fotografia

 

 

Gianluca Lorenzi è ampezzano DOC, appartenente ad una di quelle famiglie che abitano a Cortina da generazioni.

Studi scientifici, talento naturale per la matematica e per la fisica, iscrizione alla Facoltà di Ingegneria a Bologna, senza completare il corso fino alla laurea, con conseguente precoce coinvolgimento nell’azienda alberghiera di famiglia.

Una grande passione fin dall’adolescenza: la fotografia.

Gianluca non solo si impadronisce di tutti i segreti della tecnica fotografica, realizzando stupende vedute della Conca Ampezzana, con le Dolomiti riprese nelle varie ore del giorno, sotto le più svariate condizioni di luce, dalla luce del sorgere del sole, alla luce infocata che tinge al tramonto di rosso le cime delle montagne, con le montagne ritratte nelle varie stagioni dell’anno e nelle più diverse condizioni atmosferiche.

Oltre alle Dolomiti Gianluca ritrae gli animali , da lontano, col teleobiettivo, mentre sono immersi nel loro ambiente, la natura, liberi e ancora “selvaggi”, o almeno non ancora “contaminati” dal contatto con l’uomo.

Il cervo, lo stambecco e tanti altri animali di media taglia figurano tra i soggetti più volte ritratti, dopo lunghi e pazienti appostamenti.

Gianluca diventa così, oltre che un provetto fotografo, un naturalista, una specie di scienziato darwiniano, che impara a conoscere tutto sulla vita e le abitudini degli animali che vivono nella conca Ampezzana.

Arriva così per gradi alla sua “fase matura”, in cui le sue “fotografie” non sono più solo il prodotto tecnico di uno scatto su una macchina fotografica, ma diventano “altro”. 

Nascono così i “prodotti maturi” della sua arte, immagini in cui si fa fatica a pensare che siano state scattate con una macchina fotografica.

Si tratta dei becchi gialli dei pulcini del passero di montagna che aspettano di essere imboccati dalla mamma in mezzo alle rocce dolomitiche, degli occhi di una civetta che emerge con la testa tra le scorze di un albero, o di altri particolari di vita animale ritratti nel contesto naturale, quindi espressione di vita reale, ma che nel contempo sono in grado di evocare “significati altri” .

La luce del sole che sorge e tramonta, il giorno che comincia e finisce, la vita che nasce e muore: sono tanti i significati, le letture, i linguaggi che si possono intravedere nelle fotografie-opere d’arte di Gianluca Lorenzi.

Ma anche dal punto di vista più propriamente formale, le sue cose migliori sono quelle che sottolineano una monocromia di fondo, di colore ocra bruno grigiastro, con marezzature legate alle venature delle rocce piuttosto che alle piume degli uccelli o alla scorza degli alberi. 

 

 

Le immagini di Gianluca sono un’opera d’arte perché riescono a suscitare sensazioni ed emozioni, che producono “benessere e piacere” a chi le guarda. Sono immagini che fanno anche pensare. 

La capacità di suscitare emozioni e sentimenti, anche attraverso una “fotografia”, è il suo elemento chiave perchè non si tratta solo di tecnica fotografica, di inquadratura ed uso del teleobiettivo, di maggiore o minore focalizzazione o sfumatura dell’immagine, di un evento alla fin fine riconducibile ad una variabile tecnica e ad una buona dosa di fortuna. 

No. Le immagini di Gianluca “non nascono per caso”, per effetto di un semplice “clic” su una macchina fotografica. Sono frutto di un lungo e paziente lavoro, di una passione per la fotografia, ma anche di un profondo studio della vita selvaggia, delle abitudini e del ciclo di vita e dell’attività riproduttiva degli animali, e degli uccelli di montagna in particolare.

Non solo amore per la natura libera e selvaggia, ma anche studio naturalistico, ricerca degli habitat, appostamenti per ore nel luogo dove si sa che si compirà l’evento.

 “Andar per nidi” non significa solo conoscere quali sono le sedi solitamente selezionate dagli uccelli per la nidificazione, ma anche sapere che si tratta di un evento che avviene una volta nel corso dell’anno.

Le immagini di Gianluca Lorenzi sono immagini stranianti, evocative, seducenti, che fanno riflettere, ma sono anche frutto di studio, di fatica, di conoscenza, di sudore. 

Quello che ogni spettatore “affine” all’artista creativo è in grado di vedere o di immaginare, stimolato dalla visione di queste “foto d’Autore”.